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Domande Frequenti


 

Perché Donatore di Sangue 

Tredici domande e altrettante risposte.
Sono le domande che ogni persona fa a se stessa e agli altri ogni volta che si parla di donare sangue.
Con molta chiarezza abbiamo cercato di rispondere a questi interrogativi, nella speranza che l'informazione possa servire ad aumentare il numero dei donatori.
Una informazione che da sola non può risolvere il problema del fabbisogno di sangue: la vera risposta sta nel cuore della gente, nella generosità di chi offre una parte di sé per la salute degli altri.
E grazie, comunque.

 

Come è composto il sangue?

E' un tessuto dell'organismo umano, di color rosso, formato da elementi cellulari - globuli rossi, globuli bianchi, piastrine - che sono immersi nel plasma. 
Ogni organismo è composto di tessuti, questi di cellule. I tessuti sono solidi, escluso il sangue.

 

 

Quali funzioni svolge?

Di enorme importanza: indispensabile per la vita è quella dei globuli rossi, che trasportano l'ossigeno, captato nei polmoni, a tutte le cellule. Ai globuli bianchi spetta la difesa immunitaria dalle infezioni; le piastrine sono indispensabili per la coagulazione, senza la quale ogni emorragia sarebbe gravissima.
Al plasma competono diverse attività, delle quali solo alcune sono sostituibili con prodotti in commercio.

Perché donarlo?

Quando manca sangue totale, o alcuni dei suoi componenti, bisogna provvedere a sostituirli. L'emotrasfusione è oggi una terapia di enorme importanza. Se, per un incidente, si perde sangue in quantità elevata, è necessaria una trasfusione immediata di sangue intero. Altro grosso pericolo di emorragia si ha durante il parto. Nelle diverse condizioni morbose è meglio trasfondere la singola parte di sangue in difetto: è una cura più efficace e si risparmia sangue (trasfusione "mirata").

 

 

Chi può donare il sangue?


Tutti, uomini e donne, fra i 18 ed i 65 anni, in buona salute.

Viene prelevato molto sangue ogni volta?

La quantità prelevabile oscilla intorno a 450 cc. (+/- 10%).  Ma entro certi limiti può variare, in rapporto al fatto che in ogni individuo vi è sangue in proporzione di 1/12 del peso corporeo.

Si perde tempo per donare?

Compresi la misurazione della pressione arteriosa e del tasso di emoglobina, un breve ragguaglio clinico dell'ultima donazione, il prelievo, 10 minuti in cui di deve rimanere in posizione orizzontale dopo aver donato e il ristoro, sono necessari circa 30 minuti. Comunque, la Legge stabilisce che nel giorno in cui si dona il sangue si ha diritto a 24 ore di riposo retribuito, che deve essere concesso da ogni datore di lavoro.

Quanto tempo deve passare fra una donazione e l'altra?

Per la Legge vigente devono essere trascorsi non meno di 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne.
La donazione di plasma e piastrine può prevedere anche intervalli minori.

Quali esami di controllo bisogna fare?

L'aspirante donatore e il donatore periodico sono sottoposti ai seguenti esami di laboratorio:

- Conteggio globuli rossi, globuli bianchi, piastrine
- Determinazione emoglobina ed ematocrito
- Velocità di eritrosedimantazione
- Creatininemia
- Ferritinemia
- Protidemia totale
- Transaminasemia GP e GO - Gamma GT
- Glicemia
- Azotemia
- Colesterolemia
- Trigliceridemia
- Esame urine
- Uricemia
- Sierodiagnosi lue
- Antigene HBsAg
- Anticorpi anti-HCV
- Anticorpi anti-HIV 1-2

Oltre agli esami ora indicati si effettuano l'Elettrocardiogramma e la Radiografia del torace. Gli esami di laboratorio sono ripetuti almeno annualmente, le indagini strumentali sono richieste in base alla valutazione clinica.
La determinazione del gruppo sanguigno e degli Rh è fatta all'inizio, quando si diventa donatori. Essa è ripetuta ad ogni donazione per sicurezza che non vi sia stato scambio di contenitore del sangue.

Ad ogni donazione, nell'unità ematica da trasfondere devono essere eseguite le ricerche sierologiche per la lue, per le epatiti virali B e C (HBsAg -anti-HCV), per l'A.I.D.S. (anti-HIV 1-2).
Per quanto riguarda le malattie infettive trasmissibili con il sangue è necessario precisare che il donatore non corre assolutamente pericolo, mentre è indispensabile che il senso di responsabilità di ciascun donatore impedisca la trasmissione di qualsiasi  virus, a chi riceverà il suo sangue; infatti, nonostante che tutte le sacche vengano rigorosamente controllate prima della trasfusione, esiste un tempo di latenza (minimo 15-20 giorni) fra l'eventuale contagio e la formazione nel sangue degli anticorpi antivirus, che possono essere evidenziati con le normali metodiche.
In particolare, chi sospetta di essere portatore del virus che provoca l'A.I.D.S. (tossicodipendenti maschi omosessuali o bisessuali che hanno rapporti con molti partners, partners anche eterosessuali di persone a rischio) deve sentirsi moralmente impegnato ad informare il personale sanitario del centro trasfusionale ed astenersi dalla donazione.

 

E' vero che fa bene donare il sangue?

Si può dire tranquillamente che non fa male, purché il donatore sia bene e periodicamente controllato: bisogna innanzitutto non far male, prelevando sangue, al donatore e poi non far male al ricevente. Il fatto che il donatore si a controllato (periodicamente) con visita medica, con esami di laboratorio, con visite specialistiche, costituisce un importante fattore di prevenzione.
La donazione del sangue consente di accorgersi tempestivamente di qualsiasi malattia, dalla quale sfortunatamente dovesse essere colpito il donatore e, quindi di poter cominciare una terapia precoce.

 

E' sufficiente il sangue in Italia?

In Italia vi è, purtroppo, scarsezza di sangue: le donazioni periodiche di sangue intero coprono mediamente i 2/3 del fabbisogno mentre le donazioni di plasma non raggiungono il 50%.
L'Italia settentrionale ne ha in relativa abbondanza; l'Italia centrale ne ha appena a sufficienza; l'Italia meridionale ne è carente.
E' auspicabile un aumento dei donatori, persone consapevoli dell'importanza del sangue e degli emoderivati nella cura di tantissime malattie, negli incidenti stradali e del lavoro, durante gli interventi chirurgici, in specie quelli sul cuore e sui polmoni.

 

Quand'è nata la trasfusione del sangue?

La trasfusione del sangue è una conquista del ventesimo secolo, ma sostituire il sangue perduto o malato con sangue nuovo è sempre stato un antico sogno dell'uomo.
Le trasfusioni di sangue animale nell'uomo erano sempre fallite e nel 1678 furono definitivamente proibite.

Nuovi tentativi di trasfusione, questa volta con sangue umano, iniziarono solo nel XIX secolo, sia pure con molteplici problemi e un susseguirsi di incidenti mortali, inspiegabili in quell'epoca.
Tutto cambiò radicalmente nel 1900, quando Karl Landsteiner dimostrò come e perché i vari tipi di sangue umano non sono tra loro compatibili: la scoperta agli inizi del secolo dei gruppi sanguigni A-B-o e nel 1940 dei gruppi RH, permise di realizzare finalmente trasfusioni sicure ed efficaci.
Fino al 1913 le trasfusioni si effettueranno sempre direttamente da braccio a braccio: il braccio prelevato doveva essere iniettato direttamente prima che coagulasse. Una cannula collegava la vena del donatore a quella del ricevente e in taluni casi le vene venivano addirittura cucite.

Successivamente, durante la prima guerra mondiale, il dott. Jeanbrau ebbe l'idea di raccogliere il sangue dei soldati donatori in una soluzione di citrato di sodio che ne impediva la coagulazione: grazie a questa scoperta ed ai suoi costanti miglioramenti il sangue poté essere immagazzinato e trasportato, dovendo porre rimedio alle emorragie ed effettuare operazioni sul fronte, vennero compiuti numerosi sforzi per migliorare le tecniche trasfusionali, si perfezionarono i metodi di prelievo, le tecniche di frazionamento del plasma e l'organizzazione del trasporto del sangue, realizzando il paradosso della guerra come causa di lutti e rovina da un lato di progresso e di vita dall'altro.

 

Quando è nata l'AVIS?

La prima associazione italiana di donatori volontari nacque nel 1924, ad Ancona, dove si svolse nel 1925, un convegno sulla trasfusione del sangue, promosso dal Prof. Lorenzo Cappelli e dal suo allievo Gualfardo Tonini, affiancato da un piccolo nucleo di donatori.
L'A.V.I.S. - Associazione Volontari Italiani del Sangue nacque ufficialmente l'11 novembre del 1929 ad opera del Dott. Vittori Formentano, fondatore dello studio ematologico milanese.

 

A che cosa serve l'AVIS?

Anche se nata in un'epoca fortemente caratterizzata da indirizzi politici totalitari e razzisti, l'AVIS ha sempre propugnato, fin dall'inizio l'idea secondo la quale l'intervento del donatore doveva prescindere da ogni considerazione di carattere ideologico e da ogni discriminazione politica, razziale o religiosa: un appello preciso alla maturità civica di ognuno.
Ma non basta: secondo lo statuto approvato dal Dott. Formentano l'intervento volontario deve essere anonimo e gratuito, il donatore deve impegnarsi a rispondere sempre e dovunque alle chiamate, nonché ad assoggettarsi a regolari controlli medici. I primi aderenti dovettero tassarsi persino per la spesa del distintivo; le ore di assenza dal lavoro per la donazione non venivano rimborsate e molte aziende si mostravano restie a concedere permessi, anche non retribuiti.
La presenza dell'A.V.I.S. consente di evitare speculazioni nei confronti dei più poveri, che sarebbero indotti a donare sangue per denaro, come accade in quei paesi dove la donazione viene retribuita, e dove il donatore non riceve i controlli che, invece, riceve in Italia e negli altri paesi dove esistono associazioni di volontariato.
Con l'A.V.I.S. è andata maturando una nuova cultura della donazione del sangue. Gli elementi di eroismo, di sacrificio, di generosità caritatevole hanno ceduto spazio all'emergere di termini nuovi, come consapevolezza dei bisogni, responsabilità, coscienza civica, partecipazione: donare sangue è dunque il punto di arrivo naturale del cittadino dotato di buona educazione civica e consapevole che il suo gesto non è solo sintomo di grande solidarietà umana, ma anche desiderio di partecipazione ed esercizio di libertà.


DIZIONARIETTO DEL SANGUE

AIDS
E' la sindrome da immunodeficenza acquisita.
ALBUMINA
Proteina del plasma avente principalmente funzioni di trasporto sostanze, farmaci e scambio di liquidi a livello tessutale.
ANTICORPI
Sono generati dall'organismo umano per combattere virus e agenti estranei.
ANTIGENE
Sostanza portata nel sangue da un virus o altro agente esterno che é venuto a contatto con l'organismo umano, e comunque estraneo ad esso.
ANTIGENE HBsAg
La presenza di questa sostanza indica l'avvenuto contatto con il virus dell'epatite B.
AUTOTRASFUSIONE
Prelievo di sangue fatto al paziente nei giorni precedenti l'intervento chirurgico e poi reinfuso all'atto dell'intervento.
AZOTEMIA
E' il dosaggio dell'azoto nel sangue.
BILIRUBINA
Sostanza colorante della bile che é legata a disfunzioni del fegato.
COLESTEROLO
Un tipo di grasso presente nel sangue. 
COLESTEROLO HDL
E' il nastro trasportatore del colesterolo. Se non funziona fa ammucchiare il grasso con conseguenze gravi.
ECG (Elettrocardiogramma)
E' un esame che serve a verificare la funzionalità cardiaca.
EMATOCRITO
E' il rapporto esistente tra la parte liquida e quella corpuscolata del sangue (in pratica tra plasma e globuli rossi).
EMOCROMO
Esame del sangue che comprende il conteggio dei globuli rossi, dei globuli bianchi, l'ematocrito, il tasso di emoglobina e la determinazione del volume dei globuli rossi.
EMOFILICI
Soggetti che hanno carenza di un fattore della coagulazione, di Fattore VIII° o IX°.
EMOGLOBINA

Sostanza proteica, contenente ferro, che ha la funzione di calamitare l'ossigeno ai globuli rossi.
EMOPATICI
Soggetti che denunciano malattie del sangue (leucemie, anemie, ecc.) causate da vari fattori.
EXSANGUINOTRASFUSIONE
Scambio di sangue nel neonato affetto da M.E.N.
FATTORE VIII - IX
Fattore della coagulazione che consente l'arresto di eventuali emorragie.
FENOTIPO
E' un termine riferito alle caratteristiche secondarie del gruppo sanguigno.
FERRITINA
Indica la quantità di ferro che circola nel sangue e quella tenuta in magazzino.
GAMMAGLOBULINE
Concentrato di anticorpi, che vengono utilizzate per prevenire talune malattie: il tetano, la rosolia, la immunizzazione anti-Rh, ecc.
GAMMA GT
E' la determinazione di una sostanza (enzima) normalmente presente nel sangue: essa é associata al funzionamento del fegato.
GLICEMIA
Determinazione della quantità di zuccheri presenti nel sangue.
GRUPPO SANGUIGNO
E' l'indicazione delle caratteristiche presenti nei globuli rossi e nel plasma di ciascun individuo. Esso si eredita, come tutte le altre caratteristiche, ed é immutabile dalla nascita alla morte.
LIPIDI TOTALI
E' il dosaggio delle sostanze grasse (colesterolo, trigliceridi, ecc.)
OMOGRUPPO
Sangue dello stesso gruppo
PLASMAFERESI (Aferesi, Citoferesi, Piastrinoaferesi)
Permette di ottenere, da un singolo donatore, una sola componente del sangue: plasma, piastrine, globuli bianchi.
POLSO
Indica la frequenza delle pulsazioni al minuto. Normalmente dalle 60 alle 80.
PRESSIONE
Indica la pressione arteriosa massima e minima.
PROTEINE TOTALI
Indicano l'insieme delle albumine e globuline presenti nel sangue.
RX

Radiografia. E' sconsigliabile sottoporre l'organismo umano, senza precise ragioni, al bombardamento dei raggi X.
SANGUE ARTIFICIALE
Prodotto chimico che riesce ad ossigenare le cellule dell'organismo umano per alcune ore, ma non di più.
TALASSEMICI
Soggetti che hanno i globuli rossi di volume più piccolo del normale.
TRASFUSIONE MIRATA
E' il termine in cui viene indicata la trasfusione della componente del sangue che effettivamente necessita al ricevente.
TRASFUSIONE MASSIVA
Trasfusione di tutti i componenti del sangue in grande volume.
TRANSAMINASI
E' un enzima il cui aumento, rispetto ai valori considerati normali, può indicare una alterazione della funzione del fegato.
TRANSFERRINA
Proteina che trasporta il ferro dal magazzino a dove occorre.
URICEMIA
Quantifica l'acido urico presente nel sangue.
URINE
Liquido elaborato dai reni, che contiene tutte le sostanze di rifiuto dell'organismo derivanti dai tessuti e circolanti nel sangue.
V.E.S.
Velocità eritrosedimentazione. Cioè il tempo occorrente al campione di sangue racchiuso in un tubo capillare del diametro di pochi millimetri, per sedimentare. Un valore anormale sta a indicare un processo infiammatorio in atto.
V.D.R.L.
E' l'esame sul sangue per escludere la presenza delle sifilide o lue.

 

 

 

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